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Le cose sono come sono perché sono andate così

D'Arcy Wentworth Thompson
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\\ Home : Storico : Choice: my voice in mp3 (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Fabrizia (del 13/05/2006 @ 17:44:40, in Choice: my voice in mp3, linkato 561 volte)
Synchronic locusts

The locusts were chanting so loud that their overtones were rising up from the ground like fireworks.
From the sounds that were produced, one could almost visualize the colors, iridiated and vaporous like under big rainbowed cupolas.


One day, at sunset, on the edge of a green hill bending over a lake, they had graciously offered me this fantastic, glowing drone, and I had been improvising on it for a while.

Those locusts come out all together only once every seventeen years. Next time will be in 2021.



Sincroniche locuste

Le locuste cantavano così forte che le armoniche salivano dalla terra come tanti fuochi d'artificio.
Dei
suoni prodotti si potevano quasi vedere i colori, iridati e vaporosi come sotto grandi cupole di arcobaleni.

Un giorno, all'imbrunire, sul bordo di una verde collina affacciata su un lago, mi avevano graziosamente porto questo fantastico e scintillante bordone, e io ci avevo improvvisato per un po’.

Quelle locuste escono tutte insieme solo una volta ogni diciassette anni. La prossima volta sarà nel 2021.

 
Di Fabrizia (del 12/05/2006 @ 00:02:00, in Choice: my voice in mp3, linkato 512 volte)
You don't know what love is. Quando ci siamo incontrati la prima volta io e Mark per arrangiare i pezzi, abbiamo navigato abbondantemente in Music Store per scaricare ed ascoltare il maggior numero di versioni possibile, per non creare inutili doppioni.

Mark ha poi imbracciato la sua chitarra, ed ha incominciato a suonarmi questo tala indiano in 7 quarti, come fosse una tampura e dovesse accompagnare un mantra. Io, naturalmente, ho incominciato a improvvisarci su usando un raga tipico, strana scala con la 9a minore, la 3a maggiore, la 6a minore, la 7a maggiore...

...Nel canto dei raga indù si lavora dentro di sé, e non fuori, cercando di far vibrare, mettendoli in moto, i propri chakra, gli organi interni, e gli stati di coscienza corrispondenti. Una contemplazione del suono, insomma.

E' nello stesso periodo, mentre preparavo l'interpretazione del brano, che mi ritrovai una sera al tramonto su una collina del verde Tennessee, a cantare insieme con migliaia di cicale, in pace col mondo e in armonia con l'universo. Questo fatto l'ho raccontato poi nell'introduzione di Summertime, penultimo brano del disco...

Quando abbiamo registrato con Ira Sullivan, lui ha avuta l'idea geniale di usare i flauti, in particolare il flauto contralto, che ha una voce così sublime e misteriosa, che è rarissimo ascoltare. In più, Ira usa gli armonici per intrecciarsi con me che avevo preso ad emetterli durante la mia improvvisazione iniziale.

Alla fine del brano abbiamo lentamente aperto gli occhi e tirato su il viso per guardarci tutti. L'atmosfera era stata veramente magica, e così intensa! Al di qua del vetro di regia, dove io stavo registrando la voce per tenerla isolata dagli strumenti, in quel momento io ed il mio sound engineer Allen Smith ci siamo ritrovati chini, a mani giunte, in preghiera, con Ira che ci guardava sorridente e placido, felice di essere stato capito, sereno nell'averci interiorizzati tutti in quel suo sottile e riservato ricamo.

Questo brano è in sestetto: Mark Boling, Rusty Holloway, Keith Brown, Ira Sullivan ed io, con Carlos Fernandez alle percussioni.
 
Di Fabrizia (del 11/05/2006 @ 00:01:00, in Choice: my voice in mp3, linkato 702 volte)
Tutti conoscono lo standard jazz Autumn Leaves, ma pochi sanno che in realtà Les Feuilles Mortes è una poesia di Jacques Prévert musicata da Joseph Kosma...

Con il chitarrista Mark Boling abbiamo pensato di utilizzare il tema per costruire un'introduzione armonizzata a tempo rubato, al posto dell'introduzione originale, che invece abbiamo usato come coda per chiudere il brano, riprendendo l'andamento rubato dell'inizio.

Mark è letteralmente impazzito a riarmonizzare l'intro, perché io non canto mai le stesse note e lui è abituato ad accompagnare cantanti più "fermi". Alla fine però si è divertito a seguirmi nelle mie evoluzioni in studio, specie nei momenti in cui descrivo vocalmente le onde del mare in cui si perdono i passi degli amanti...

Mi piace molto la serenità con cui mi accompagnano Mark, Rusty e Keith. Mentre cantavo sentivo molto rispetto e profondo ascolta da parte del trio. Il risultato a mio avviso è molto "live", con una bella energia crescente e reale, come se invece di essere in studio con le cuffie e separati da un vetro, fossimo stati registrati durante un concerto.
 
Di Fabrizia (del 11/05/2006 @ 00:01:00, in Choice: my voice in mp3, linkato 481 volte)
From Pithecanthropus e Altre Storie, with the Andrea Avena Group (1990):

Clima preistorico - Pithecanthropus Erectus (Charles Mingus, arrangement by Andrea Avena)
Philippe Noiret (
French lyrics by Fabrizia Barresi - Music by Andrea Avena)
Tonnerre du diable (Fabio Tullio)

From Estrela da Tarde, suite by Andrea Avena based on poems written by different poets from South America, with the M.J. Urkestra conducted by Roberto Spadoni (1998):

Antologia (Manuel Bandeira)
O ultimo poema (Manuel Bandeira)
La poesia (Pablo Neruda)
Quiero tus manos en mis ojos (Pablo Neruda)
Los Dictatores
(Pablo Neruda) - Libertango (Astor Piazzolla), French lyrics by Fabrizia Barresi and arrangement by Andrea Avena.


 
Di Fabrizia (del 10/05/2006 @ 12:21:54, in Choice: my voice in mp3, linkato 387 volte)
Amazing Grace, che mi ha fatto attraversare l'oceano e tornare a casa con un tesoro musicale immenso...

Ecco, questa doveva essere una ghost track, una traccia non prevista e aggiunta in fondo a tutte; un omaggio semplice e poco appariscente, volutamente scarno; la voce nuda, il puro suono dell'humming, il mio confondermi con i due tenori nel far loro da supporto... Avevo scelto per questo la tonalità di La bemolle, per me molto scura (così da permettermi un suono molto sgranato e più strumentale, molto pieno di fiato e subarmoniche) pur rimanendo morbida.

Invece poi Patty Coker ha decretato che doveva essere messa in luce, e non nascosta, e ne ha parlato nelle sue note di copertina. Ciò che per me era canto intimo dell'umile gioia, per lei era divenuto il brano simbolo di tutto il nostro lavoro.

Per me che avevo chiesto a Jerry Coker ed Ira Sullivan di seguirmi in questa piccola nuova avventura, era stato il mio ringraziamento alla fine della registrazione del disco, alle 5 del mattino e a 24 ore della mia partenza back to Europe. Dopo mesi di creatività, swing e blues, amicizie profonde, esperienze musicali ed umane indimenticabili, ripartivo verso "casa" con un disco finito, un disco davvero piovuto dal cielo, come tutti i suoi angeli musici.

Mentre cantavo " 't is Grace has brought me safe thus far, and Grace will lead me home...", piangevo coi lacrimoni, e credo che nella registrazione si senta...
 
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