martedì, maggio 24, 2005

Radiocream

Stamattina ho cercato disperatamente e ripetutamente di spegnere a manate nel buio il barattolo rotondo della crema idratante, che suonava Beethoven sul mio comodino.

Non ho avuto successo.

Allora poi a un certo punto mi sono svegliata e ho finalmente capito perché la radiosveglia non andava in snooze.

venerdì, maggio 20, 2005

Hhhhhhhhhhhh.....

Al risveglio ero senza voce.

... ... ... ...

Hhhhhhhhhh... sheeeeeee, saaargh, rrrrrrrtttttt, sssshhhaaaab, fròòòòòòòò, shhhhh, sssstttt, hhhhhhhhh...

Un misto di caffettiera in ebollizione, pentola a pressione che fischia e rumore di vento sotto la porta a gennaio, insomma più di questo non riesco a produrre, parlando quest'oggi.

... ... ... ... ...

Ora, sarebbe interessante riuscire a trovare un linguaggio fatto di silenzi scritti, ma ci ho sonno , un pò di febbre e poco tempo per dormire, quindi lascio perdere.

La voce è in vacanza perché sto guarendo da tante cose. E poi, è in vacanza quando le pare, perché di parlare non c'è verso, ma se canto piglio sovracuti inspiegabili. Mah.

Così ho studiato a letto, con una sequela di cuscini dietro la schiena degni di una principessa, e governando l'i-pod (che campeggiava sulla scrivania fra le due casse In-Motion) col telecomando a infrarossi acquistato di recente.

Con Chris nei giorni scorsi abbiamo registrato un pò di pezzi etnoindustrial megapoprock disconoise insomma superfighissimi, addirittura ieri mi sono registrata a casa mia e poi gli ho mandato il file via e-mail, e stamane c'era la sua risposta con allegato il pezzo missato. Dal profondo del mio jazz, a fare queste cose da dj elettronico mi diverto un casino.

Libidine del Terzo Millennio, la creatività telematica...

Sono un pò latitante dal blog, lo so, ma mi sto dedicando alla mia musica e così rimane veramente poco spazio per il resto...

Che strano modo che avete di usare questo blog... Invece di postare un comment, mi scrivete le e-mails e gli sms. Poi, non contenti, spesso come ieri Marty mi postate il fatto che mi avete scritto. Da un'altra parte, cioè.

Che peccato! E io che speravo vi faceste più coraggiosi, e cominciaste a postare pubblicamente per animare un pò la discussione...

In genere in notti come questa vado a curiosare nei blogs del mondo, e mi diverto a leggere i trecentoventicinque commenti che seguono alcuni posts particolarmente stimolanti.

Ma stanotte ho proprio la febbre, e se non voglio svenire sul monitor sarà meglio che chiuda il collegamento e mi sprofondi in un sonno ristoratore. Ciao, folks! Anzi per la precisione: hhhhhhhhhhh......

lunedì, maggio 09, 2005

Multitasking

Uffa ho un mondo di idee e non ho tempo per seguirle tutte.

Sto facendo cose bellissime, realizzando tutti i miei sogni, preparando altri viaggi ed altre avventure...

E vorrei anche tempo per fermarmi, ore per immergermi.

Vabbè, non importa. Come diceva di me Pierluca quando lavorava all'IBM, per fortuna sono multitask.

Mentre faccio la valigia per Siena ascolto i Beatles e Kenny Wheeler, masterizzo un paio di cd miei, scelgo i dvd da portarmi in viaggio, rispondo alle e-mails e stampo i programmi dei miei prossimi stages.

Halleluya! Sono viva.

giovedì, maggio 05, 2005

Mi faccio una domanda

Ad aprile sono tornata dagli States l'11, e sono subito ripartita per Siena.

A maggio sarò nella mia città per circa 15 giorni, ma in due tranches separate di sei/sette.

A giugno parto due settimane a Parigi, e forse una in Tunisia.

A fine agosto rivado negli States.

Qualche interrogativo sul senso di avere un appartamento a Roma, vi dirò, sorge spontaneo.

domenica, maggio 01, 2005

W il 1° Maggio!

Buon Primo Maggio!

Non lo dimentichiamo mai, che è la festa del Lavoro. Qualche giorno fa han provato a rompere i coglioni anche sul 25 aprile. Come se si potesse mai opinare sulla Liberazione...

Sembra proprio sempre più difficile mantenere viva la propria memoria storica, man mano che van via i nostri gloriosi "vecchi".

Sono figlia di un lavoratore sindacalista, nipote di un nonno anarchico e resistente, pronipote di garibaldini: quelli che fecero l'Italia, per intenderci.

W VERDI, a casa si ascoltava musica lirica a manetta in ricordo dei moti risorgimentali, e io ho iniziato a studiare canto da soprano. Altro che fesserie.

Poi che c'entra, papà ascoltata Armstrong, Bechet e Gillespie, sfido che ora canto il jazz. Con perfetta logica, da Puccini a Coltrane sempre pentatoniche sono.

E se continuano a fregarmi le mie radici, la mia Patria nel cuore, non la finta bandiera esposta per coprire la mafia di stato, bensì le insegne dell'anima, quelle fatte di rigore e poesia insieme, quelle di onestà di stomaco e fatti, quelle della Repubblica fondata sul lavoro (siamo l'unico paese la cui Costituzione recita questo verso fondamentale), insomma se continuano a rubarmi la mia identità, finisce che mi incazzo.

Di più, intendo.

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