\\ Home : Life in motion : Stampa
Quanto tempo dovete praticare ogni giorno
Di Fabrizia (del 02/04/2006 @ 00:01:03, in Vocal Coaching/Lezioni di Canto, linkato 859 volte)
Datemi Cinque Minuti… (per salvare le vostre corde dall'affaticamento)




   In genere la domanda (retorica: la risposta sperata è “poco, pochissimo”) che mi si pone già dal primo incontro è: “ma quanto tempo devo studiare?” Per non spaventare gli allievi (i cantanti possiedono una psicologia tra le più delicate dell’intero oroscopo musicale…) rispondo sempre: “cinque minuti”. Poi spiego, dolcemente: cinque minuti al giorno… Moltiplicato per tutti gli esercizi di oggi, intanto… Facile, no? Allora questi esercizi che io considero fondamentali li ho chiamati direttamente i “cinqueminuti”.


   Sono esercizi da praticarsi tutti i giorni per 5 minuti ognuno, non per forza in serie ma anche, volendo, uno ogni ora (cioè 5 minuti di esercizio, poi un’ora di pausa, poi 5 minuti del secondo esercizio, e così via). Servono a costituire una nuova memoria fisica, a correggere atteggiamenti posturali e fonatori viziati, a far vivere di nuovo il corpo secondo la sua fisiologia. Possibilmente, col tempo, diventeranno, più che esercizi, modi naturali  di vivere, di muoversi, di respirare e di produrre suoni, cioè nuove procedure fisiche e mentali. Ogni esercizio potrà a questo punto essere ripreso anche più volte nella stessa giornata, usando magari la situazione vitale che si presenta al momento come pretesto per praticare un movimento corretto, con presenza e attenzione: la pausa al bar per lavorare una deglutione tranquilla e profonda, le ore seduti davanti al computer o in macchina nel traffico per respirare silenziosamente e in “hara”,  le conversazioni telefoniche per praticare l’appoggio e gli ancoraggi, o il parlare il più vicino possibile al proprio centro tonale, ecc... Essere un cantante significa vivere da cantante, cominciando dalla consapevolezza che la voce non è uno strumento che si può riporre nella custodia dopo l’uso!!!  Elenco di seguito gli esercizi con i loro “titoli”, rimandandone la spiegazione dettagliata alle prossime pagine e/o ai nostri incontri:


 1 - Respirazione addominale, diaframmatica, costale, clavicolare e uso dei 3 diaframmi respiratori
 2 - Respirazioni silenziose e uso degli ancoraggi dorsale, diaframmatico e sternocleidomastoideo
 3 - Pesci e sbadigli: esercizi per mandibola, laringe, faringe e palato molle
 4 - Deglutizione e linguacce (!): esercizi per la centratura
 5 - Rotazione degli occhi, automassaggio labbra, mastoidi, laringe, osso ioide (4° diaframma)
 6 - Rotazioni bacino, ginocchia, caviglie, spalle, polsi, testa, distensione cervicali (5° diaframma)
 7 - Ancoraggio dei muscoli dorsali con le consonanti
 8 - Attacchi delle vocali (duro, morbido, ponderato)
 9 – Suono di “radice”
10 - Armoniche
11 - Falsetti
12 - Lettura intonata e fluidità di passaggio fra livello parlato e livello cantato della voce
13 - Ascolto destro e postura d’ascolto (tecniche Tomatis)
14 – Humming lungo tutta l’estensione, con varie emissioni (M, N, L, V, R, vibrazione delle labbra…)



N.B: La serie dei “”Cinqueminuti” che ho indicata qui è dunque di 14 esercizi (denominati con le sigle C1, C2, C3… fino a C14), che equivalgono a ben 70  minuti di esercitazione quotidiana, in più dei normali vocalizzi che dovrete comunque praticare almeno tre volte alla settimana. Il trucco sta appunto nel non eseguirli di seguito perché:

- vi sembrerà di non dover faticare troppo (all’inizio è bene non oberarsi di lavoro...)
- vi  eserciterete in realtà molto più a lungo, perché l’effetto di questi esercizi perdura anche dopo la conclusione degli stessi
- acquisirete delle abitudini, basate sulla memoria fisica del movimento e sulla consapevolezza della   vostra fisiologia
- strutturerete nel vostro corpo e nella vostra coscienza (e spero anche nel vostro cuore)  una disciplina.
    

Per esercitazione quotidiana intendo proprio una cosa da farsi TUTTI I GIORNI, domenica compresa: non per stakanovismo, bensì perché, come ho già spiegato, si tratta di cambiare le proprie abitudini, in genere basate su preconcetti anche inconsci (organizzati in veri e propri sistemi di credenze...), per ritrovare la naturalezza dei propri movimenti, del proprio respiro e della propria vocalità.